PSICOTERAPIA
SALUTOGENESI
BENESSERE
Chi (non)Â sono
AL DI LÀ DELLE ASPETTATIVE
Me lo chiedo da sempre e penso che non smetterò di farlo, perché è una domanda che angoscia ma nello stesso tempo fa sentire liberi.
La vita è una ricerca di senso: identificarci in ruoli e categorie, per quanto utile a volte, può rivelarsi limitativo. Per questo passo molto tempo a cercare di comprendere chi non-sono e chi-sono-anche.
Al di là della formazione accademica (più studio e più riconosco di essere ignorante), penso che la mia efficacia professionale sia frutto principalmente delle esperienze che ho vissuto, e dell'incontro con gli esseri viventi che ho avuto la fortuna di conoscere, non solo in ambito lavorativo.
Ho vissuto la transizione verso l'era digitale: mi sento parte di quella generazione che ha la responsabilità morale di preservare e tramandare i valori della “vita reale” e delle relazioni autentiche.
Mi piacerebbe contribuire concretamente per un mondo migliore, e sento che ognuno di noi potrebbe fare molto di più: non so se la specie umana sarà in grado di salvarsi da se stessa e dalle macchine che ha creato, ma voglio essere fiducioso. Di certo nessuno potrà salvare il mondo senza prima salvare se stesso, per questo intraprendere percorsi interiori sarà sempre il primo passo per ognuno di noi.
L'essere umano ha bisogno di evolversi in senso profondamente ecologico. Per questo mi auspico (ed opero per) un imminente passaggio dalla cultura del produrre alla cultura dell'essere, dalla prospettiva antropocentrica a quella sistemica, dalla sfera dell'Ego a quella dell'Eco.
In tutto questo, la domanda su chi sono, chi non sono e su quale sarà il mio contributo effettivo in questa vita, mi piace tenerla aperta.

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ESPERIENZA NON LAVORATIVA
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“Chi vuol conoscere la psiche umana apprenderà ben poco dalla psicologia sperimentale. È meglio che appenda al chiodo la toga dello studioso, dica addio al suo gabinetto di consultazione e vada per il mondo, con cuore umano, a vedere coi propri occhi gli orrori delle carceri, dei manicomi e degli ospizi, le sordide bettole di periferia, i bordelli e le bische, i salotti della società elegante, le borse, i convegni dei socialisti, le chiese, i revival e le estasi delle sette, per sperimentare di persona amore e odio, la passione in tutte le sue forme: ritornerà molto più informato, sapra’ molto di piu’ di quanto gli insegnerebbero poderosi tomi alti un palmo e potrà essere per i suoi pazienti un vero psicologo. (…) Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. (…) La semplice comprensione intellettuale non è mai sufficiente, perché permette di apprendere solo i termini e non la vera sostanza dell’evento in questione. In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà.”
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Carl Gustav J.


